Molluschi

 

 

Testo da: http://ginux.univpm.it

Il phylum dei Molluschi racchiude classi molto differenziate tra loro ma accomunabili da caratteristiche rimaste sostanzialmente invariate nel corso dell’evoluzione di questo gruppo. Il corpo si presenta distinto in cinque regioni:

1) regione cefalica: ove hanno sede i recettori sensoriali (tentacoli e occhi) e la bocca, spesso provvista di una struttura cornea, la radula, atta alla raschiatura delle superfici;

2) regione viscerale: posta in posizione dorsale dove hanno sede lo stomaco, il sistema circolatorio sanguigno, i reni e le gonadi;

3) mantello: contorna il sacco delle viscere e in esso hanno sede l’ano, le branchie e le aperture genitali e, nei Prosobranchi, un organo sensoriale detto osfradio che permette al mollusco di "assaggiare" l’acqua che entra nella cavità del mantello;

4) conchiglia: non sempre presente, è formata dalle secrezioni ghiandolari di alcune pieghe del mantello che depositano dapprima una proteina, la conchiolina, che viene successivamente impregnata di sali di calcio;

5) piede: è costituito da un’espansione muscolare ventrale, atta alla locomozione, che funziona come una ventosa permettendo sia una salda adesione del mollusco al substrato, sia gli spostamenti su di esso.

Per quanto riguarda i molluschi provvisti di conchiglia (bivalvi, gaste-ropodi e scafopodi) questa rappresenta lo scheletro dell’organismo che vi abita ed il suo processo di formazione inizia quando, allo stato embrionale, si crea una sottile protezione dorsale grazie all’azione di secrezioni ghiandolari. Questo primo strato non è che un abbozzo della conchiglia che verrà completata dal "mantello", ossia da quella specie di ripiegamento cutaneo che ricopre in misura più o meno ampia il corpo del mollusco.

La conchiglia è composta di carbonato di calcio ed è suddivisibile in tre strati. Partendo dall’esterno troviamo il periostraco che è una sostanza organica, talvolta arrangiata in forma di setole, di vario spessore, costituita da conchiolina, una proteina organica che forma la base strutturale su cui il mollusco può deporre, come avviene negli altri due strati, il carbonato di calcio. Lo strato mediano si chiama ostraco, la sua struttura è composta da prismi di calcite (cristallizzazione di CaCO3), disposti perpendicolarmente alla superficie. Il terzo strato si chiama endostraco ed è costituito dalla cosiddetta madreperla ossia da strati di aragonite (altra forma cristallina del carbonato di calcio) intervallati da sottilissimi film acquosi, disposti parallelamente alla superficie. La tipica iridescenza è infatti conferita dal gioco di riflessi che tali strati emettono quando illuminati.

Uno degli elementi che rende affascinante questo gruppo è la conchiglia che può infatti assumere forme variabilissime e colorazioni splendide a seconda della specie e delle diverse condizioni ambientali alle quali il mollusco è esposto. I pigmenti vengono concentrati su cristalli di calcite prima che il processo di indurimento della conchiglia si concluda.

La forma della conchiglia può essere sempre ricondotta ad una rappresentazione geometrica di base o ad una combinazione di tre forme basilari che definiscono il piano di classificazione morfologica dei molluschi conchiferi. In pratica si tratta di utilizzare le forme circolare, piramidale e spirale e le loro eventuali combinazioni per determinare il processo di avvolgimento dell’animale, cioè variare alcuni coefficienti alle leggi matematiche che definiscono le tre forme base per ottenere le combinazioni adeguate.

I colori differiscono fra loro per la presenza di quattro tipi diversi di pigmenti: carotenoidi (gialli), porfirine (verdi), melanine (nere o brune), indigoidi (blu e rossi). È però importante, ai fini cromatici, anche la presenza di luce. I molluschi che vivono in luoghi ombrosi o profondi hanno infatti colorazioni meno evidenti.

L’ultima caratteristica di particolare interesse dal punto di vista estetico è rappresentata dagli ornamenti che la superficie esterna assume. In genere i molluschi che presentano delle spine o dei tubercoli sulla conchiglia utilizzano queste strutture o direttamente come difesa da predatori, o per far si che alghe od altri organismi incrostanti ricoprano facilmente la conchiglia rendendola indistinguibile dal substrato circostante. Nel caso la superficie sia liscia e lucida, si è quasi certamente innanzi ad una specie che ha abitudini fossorie, ovvero che caccia o vive nascosta nella sabbia; spine o tubercoli in alcuni casi però costituiscono una agevolazione alla penetrazione nel substrato.

  Appartengono a quest’ordine:

 

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Foto Felice Di Palma
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