CROSTACEI

 

FOTO da: http://www.fratellimarchionni.it/
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Testo da: http://ginux.univpm.it

Rappresentano il gruppo di invertebrati più diffuso e diversificato presente in mare, variando da forme minuscole planctoniche o interstiziali a forme di dimensioni notevoli come i granchi giganti del Giappone (apertura delle zampe intorno ai 4 m!) o l’astice, che può superare i 7 kg di peso.

Il loro corpo è composto da un capo e un tronco, solitamente suddiviso in torace e addome. Un carapace è solitamente presente: esso può estendersi dorsalmente e lateralmente ed è spesso fuso con uno o più segmenti toracici, producendo un cefalotorace; nell’eventualità che si sviluppi anteriormente, si ha la formazione di un rostro. Tranne in seguito ad alcuni adattamenti particolari, il capo di qualsiasi crostaceo presenta cinque paia di appendici, le prime antenne (antennule) le seconde antenne (antenne) e tre paia di massillipedi, le mandibole, le prime mascelle e le seconde mascelle. Rispetto agli altri artropodi, i crostacei presentano un esoscheletro molto più calcificato. Spesso il tegumento può presentare colorazioni molto vivaci, che sono dovute o all’accumulo di pigmenti nello strato più esterno della cuticola o alla presenza di particolari cellule, i cromatofori, responsabili anche dei vistosi fenomeni mimetici che si osservano in numerose specie. La maggior parte dei crostacei è caratterizzata inoltre dalla presenza di un paio di occhi composti ben sviluppati che possono essere sessili o peduncolati.

L’arto, tipicamente bifido nei gruppi inferiori, subisce nei crostacei più evoluti la riduzione di uno dei due rami. L’elevata specializzazione di alcuni gruppi comporta spesso modificazioni degli arti di vario tipo. Fra gli arti toracici, o pereiopodi, alcuni servono per la locomozione, ma quelli anteriori sono in genere trasformati per coadiuvare gli organi boccali. Gli arti addominali, i pleopodi, non servono per la locomozione ma per mantenere un continuo flusso di acqua verso le branchie o per il trasporto delle uova. Infine, gli arti degli ultimi segmenti addominali, gli uropodi, possono essere modificati per il salto o formare una pinna caudale. Sul telson, l’ultima piastra addominale, è posizionato l’ano.

In numerosi casi gli scambi gassosi avvengono a livello cutaneo ma, di norma, la respirazione si effettua tramite branchie. Queste derivano dalla parziale modificazione di alcuni arti, spesso soltanto a livello della regione toracica.

I sessi sono solitamente separati, anche se l’ermafroditismo è comune nei remipedi, nei cefalocaridi, in molti cirripedi e in alcuni decapodi. Inoltre in molti branchiopodi e in alcuni ostracodi è comune la partenogenesi. La maggior parte dei crostacei espleta la copula e molti di essi hanno sviluppato comportamenti di corteggiamento assai evoluti.

Le uova possono essere o emesse liberamente nell’acqua o trattenute dalla femmina. In questo caso, tale compito viene svolto da appendici addominali o particolari marsupi dorsali o ventrali (derivati da espansioni del carapace o formati da particolari lamelle dette ostegiti).

Solitamente lo sviluppo embrionale viene interrotto nel momento in cui compaiono tre paia di metameri dotati di appendici. In quel caso l’embrione assume le forme di una larva detta nauplio: essa è caratterizzata da un occhio semplice, mediano (occhio naupliare) e da tre paia di appendici che si trasformeranno in antennule, antenne e mandibole.

 

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MAXILLOPODI
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Foto Felice Di Palma
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